Parola di vita

Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i savi; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti.

(I Corinzi 1:27)

 
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Apri il tuo cuore
Pagina 2

Apri il tuo cuore davanti a Dio

di Ettore Panizon

Predicazione al culto di
domenica 12 febbraio 2006

 

È scritto nel libro dei Salmi:

Dio è la mia salvezza e la mia gloria; la mia forte rocca e il mio rifugio sono in Dio. Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio. (Salmi, 62:7-8)

Il Signore continua a dirci di fidarci di lui, perché lui ci ama. E l’invito che continua a fare è di confidare in lui, che non ce ne stiamo da soli ma portiamo a lui i nostri pesi mettendoli ai suoi piedi sapendo che se ne prenderà certamente cura.

padre e figlia

Così anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. (1 Pietro, 5 : 5-7)

Dio ci ama teneramente. Non vuole che ce ne stiamo da soli.

Perché, come è scritto all’inizio della Bibbia, "Non è bene che l'uomo sia solo..." (Genesi, 2:18). Non lo ha detto solo per Adamo, riguardo alla donna che stava per dargli. Ma anche per noi, perché non ci separiamo da lui e dai nostri fratelli, ma stiamo assieme in lui e portiamo i pesi gli uni degli altri. Per questo costruì Eva dalla costola di Adamo, cosa di cui Adamo fu tanto felice, perché finalmente aveva qualcuno con cui stare e capirsi. Ma quando il serpente andò a sedurre Eva la cercò da sola. Ed Eva non si consultò con Adamo. Non andò a dirgli: è venuto il serpente e mi ha detto questo e questo, cosa facciamo? No, vide che il frutto era buono da mangiare, bello da vedersi e desiderabile per diventare intelligenti (Genesi, 3:6). Che bisogno c’era di chiedere conssiglio? Prese il frutto dall’albero della conoscenza del bene e del male, giudicò da sola senza condividere la cosa con Adamo. Eva prese il frutto e ne mangiò. Poi condivise il frutto con Adamo. Anche Adamo lo prese e ne mangiò. Ma questa non era la condivisione che il Signore ci consiglia, non è così che vuole che condividiamo quello che abbiamo. Eva si è sentita sola nel peccato. Ha voluto compagnia ed ha chiamato nel peccato anche il suo uomo.

Quello che il Signore Gesù, secondo Adamo, invita a fare noi sua Sposa è chiedere consiglio, consultarci con il Signore, il nostro Sposo, perché nel consiglio c’è vittoria, e la Sapienza che il Signore desidera darci è che non ci consideriamo già saggi abbastanza e chiediamo consiglio (Proverbi, 3:7).

Eva non si consigliò con Adamo prima di peccare. E dopo non gli chiese come fare: lo invitò a condividere il suo peccato con lei senza tanti problemi. Ma la Sposa di Cristo ha ricevuto lo Spirito di consiglio che riposa sul Cristo (Isaia, 11:2) e che ci porta a condividere i nostri pesi e i nostri problemi, a non lasciare che il diavolo ci separi per sbranarci, come fanno gli animali feroci che aspettano che la preda si allontani dal branco per sbranarla.

Noi dobbiamo condividere i pesi nell’amore, cercare consiglio con gli altri, conoscere la volontà di Dio per essere con lui, condotti dal nostro Pastore sulla strada giusta.

Per questo, ci dice la Parola: siate sottomessi agli anziani, umiliatevi davanti a Dio, cercate e riceverete, cercate la sapienza, perché chi la cerca la trova (Proverbi, 8:19). Non ostiniamoci a risolvere i nostri problemi da soli, senza Dio e senza i fratelli. Come possiamo considerarci i suoi figli, essere suoi servitori se non restiamo con lui?

Quando Eva diede il frutto ad Adamo, non diventò per questo meno sola. Quando le persone del mondo ci invitano a condividere i loro piaceri (una gita, un film, una sigaretta…), non è per formare un vero legame di comunione. Stare assieme lontani da Dio serve ad alleviare la solitudine solo per qualche momento, ma poi la situazione del cuore non cambia. Perché si forma solo un legame esteriore, che dipende solo dalle cose fatte e godute assieme. Dentro si rimane soli.

Ma il Signore ci ha dato un’altra legge: "Ama il prossimo tuo come te stesso".

Non andrai qua e là facendo il diffamatore in mezzo al tuo popolo, né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo. Io sono il SIGNORE. Non odierai tuo fratello nel tuo cuore; rimprovera pure il tuo prossimo, ma non ti caricare di un peccato a causa sua. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono il SIGNORE. (Levitico, 19:16-18)



 
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