Parola di vita

Predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio.

(I Corinzi 1:24)

 
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L'albero della vita
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L'albero della vita

di Ettore Panizon

 

Tra i vari alberi piacevoli a vedersi e buoni come fonte di cibo che Dio aveva fatto spuntare nel giardino di Eden, anzi proprio in mezzo al giardino, c’era l’albero della vita (Genesi, 2:9). Il frutto di quest’albero dava la vita eterna. Infatti, quando Adamo ed Eva disobbedirono e mangiarono dall’albero della conoscenza di bene e male, che pure era in mezzo al giardino, Dio li cacciò dal giardino proprio perché non mangiassero anche del frutto dell’albero che dava la vita.

…Dio il SIGNORE disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre.
Genesi, 3:22

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L’albero della vita avrebbe perpetuato una condizione di impurità che invece non doveva durare. Infatti, la conoscenza del bene e del male, anziché avvicinarci a Dio, come aveva promesso il serpente, ci ha fatto perdere la nostra purezza e ci ha allontanati da Lui. Avendo cominciato a seguire le nostre voglie e le nostre paure, non solo non abbiamo più potuto camminare in obbedienza alla sua parola, ma abbiamo cominciato a fare delle cose in vista di altre, senza avere più la grazia e l’innocenza dei bambini. Abbiamo cominciato a immaginare e a conoscere le nostre immaginazioni (e anche quelle dei nostri simili). Prima di mangiare dell’albero della conoscenza "l’uomo e sua moglie erano entrambi nudi e non ne avevano vergogna" (Genesi, 2:25). Ma dopo che ne ebbero mangiato,…

… si aprirono gli occhi di entrambi e si accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.
Genesi, 3:7

La prefigurazione del piacere e del dolore attribuisce dei valori alle cose e alle persone, che diventano così merce di scambio (o strumento di minaccia) e quindi anche ragione di invidia (o di ricatto).

Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dai desideri che si agitano nelle vostre membra?
Giacomo, 4:1

Guardando dal nostro limitato punto di vista e proiettando realtà assolute come il bene e il male su ciò che vediamo (e che è sempre necessariamente limitato da un certo orizzonte spazio-temporale), l’uomo ha cominciato a costruire sistemi di valori più o meno stabili, ma sempre relativi e incerti (anche se non per questo immuni da arroganza e fanatismo). Si è cioè fatto delle ragioni per giudicare l’operato del suo prossimo e spesso anche quello di Dio. Fino a odiare e uccidere, persino i propri fratelli (Genesi, 4:6-8). Guerre e violenze generalizzate non si sono fatte attendere, tanto che il Signore ha presto dovuto mandare il diluvio (Genesi, 6:5-7) e ha comunque riservato la presente creazione alla distruzione del fuoco (2Pietro, 3:6-7). Ma Dio non ci ha lasciato senza speranza. Oggi l’uomo può di nuovo desiderare di mangiare il frutto di quell’albero che la nostra disobbedienza ci aveva per così tanto tempo precluso.

Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò da mangiare dell’albero della vita, che è nel paradiso di Dio.
Apocalisse, 2:7

L’albero della vita infatti lo ritroviamo nella nuova Gerusalemme, la città d’oro che scende dal cielo per essere la dimora eterna di tutti i credenti in Cristo. Nella città scorre, limpido come cristallo, il fiume dell’acqua della vita che scaturisce dal trono di Dio e dell’Agnello.

In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni.
Apocalisse, 22:2

Per lo Spirito, Davide aveva già visto questa realtà e ne aveva scritto nei Salmi.

C’è un fiume, i cui ruscelli rallegrano la città di Dio, il luogo santo della dimora dell’Altissimo.
Salmi, 46:4

Questo fiume è chiaramente la parola di Dio, come Davide indica espressamente nel libro dei Salmi.

Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto a suo tempo, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà.
Salmi, 1:1-3

La stessa similitudine viene presentata anche dal profeta Geremia.

Benedetto l’uomo che confida nel SIGNORE, per cui il SIGNORE è la sua fiducia. Egli è come un albero piantato vicino all’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portare frutto.
Geremia, 17:5



 
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