Parola di vita

Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.

(Luca 9:62)

 
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La beata speranza della gloria di Dio
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La beata speranza
della gloria di Dio

di Ettore Panizon

 

La nostra fede – scrive l’apostolo Pietro – è ben più preziosa dell’oro (1Pietro, 1:7). Infatti, senza fede non possiamo piacere a Dio (Ebrei, 11:6). Anzi, tutto quello che facciamo senza fede è peccato (Romani, 14:23). Viviamo perché crediamo (Abacuc, 2:4; ripreso in Romani, 1:17; Galati, 3:11; Ebrei, 10:28) e saremo salvati solo se continuiamo a credere (Matteo, 24:13). La fede però non è un valore in sé. Se non producesse alcun altro effetto nella nostra vita, rimarrebbe una cosa morta (Giacomo, 2:17 e 26).

Pietro, alla fede – fondamento della nuova vita – esorta ad aggiungere altre cose, necessarie per arrivare all'amore: la virtù (determinazione), la conoscenza (delle cose di Dio), la temperanza (continenza, autocontrollo), la pazienza, la pietà (devozione verso Dio) e l’amicizia fraterna (2Pietro, 1:5-7).
Paolo, parlando delle cose che dureranno per sempre, nomina anche lui la fede per prima e l'amore per ultimo, come la cosa più grande, più importante (1Corinzi, 13:13). Tra la fede e l’amore, Paolo mette la speranza, che, in qualche modo, raccoglie e sintetizza tutte le cose elencate da Pietro.
La fede sta alla base di tutto perché, se non crediamo a chi ci parla, le parole che ci vengono dette non hanno alcun effetto nel nostro cuore. Se invece sappiamo che Colui che ci parla non può mentire, allora le parole che ascoltiamo cambiano la nostra realtà interiore, perché sappiamo che quelle cose sono vere nell’eternità, cioè avverranno di sicuro. Non si tratta quindi solo del futuro. L’aspettativa di ciò che avverrà domani è anche il nostro presente. Se ci aspettiamo di morire di una morte eterna, possiamo anche divertirci pazzamente, ma non avremo mai pace dentro di noi. Se invece crediamo a Colui che ha detto che ci risusciterà nell'ultimo giorno e che vuole che noi siamo dove lui è, anche se adesso stiamo male e siamo pieni di problemi, la certezza di questa realtà futura entra dentro di noi e produce in noi un desiderio nuovo, che è appunto la speranza. Per questo, la speranza dipende dalla certezza delle cose in cui crediamo.

germoglio nel deserto"Così Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa l'immutabilità del suo proposito, intervenne con un giuramento; affinché mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell'afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti. Questa speranza la teniamo come un'ancora dell'anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina, dove Gesù è entrato per noi quale precursore, essendo diventato sommo sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec" (Ebrei, 6:17)".

La speranza è così anche una condizione dell’amore. Come potrebbe esserci amore senza il desiderio di raggiungere la persona amata? In ebraico, la parola speranza (tikvah) deriva da una radice (qof+wav+he) che significa "tirare, tendere" e difatti, nella sua forma base, kavah, significa "fune" (del resto, anche l'taliano attesa contiene il senso di tensione). Se crediamo alla parola di Dio amiamo Colui che ci parla e veniamo attirati verso di lui (Giovanni, 12:32).

"Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi. Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime." (1Pietro 1:3-9).



 
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