
Attraverso le Scritture, grazie allo Spirito della verità che le ha ispirate, possiamo acquistare una più perfetta conoscenza della volontà di Dio per essere guidati verso il nostro vero bene e vincere così la mortale convinzione di conoscere già quello che fa per noi, che è entrata nell'uomo il giorno della sua prima disobbedienza.
La nostra fede – scrive l’apostolo Pietro – è ben più preziosa dell’oro (1Pietro, 1:7). Infatti, senza fede non possiamo piacere a Dio (Ebrei, 11:6). Anzi, tutto quello che facciamo senza fede è peccato (Romani, 14:23). Viviamo perché crediamo (Abacuc, 2:4; ripreso in Romani, 1:17; Galati, 3:11; Ebrei, 10:28) e saremo salvati solo se continuiamo a credere (Matteo, 24:13). La fede però non è un valore in sé. Se non producesse alcun altro effetto nella nostra vita, rimarrebbe una cosa morta (Giacomo, 2:17 e 26).
Cosa significa principio? Fin dall’inizio della storia del pensiero (almeno in Occidente), gli uomini si sono interrogati sull’essenza della realtà, domandandosi quale fosse il principio di tutte le cose. Anche oggi gli scienziati formulano le loro teorie, cercando di definire l’origine del cosmo e della vita e di risalire al principio ultimo dell’Universo.
“Ero cieco e ora ci vedo”, questo può dire chi è nato di nuovo. Per lui, il Signore Gesù Cristo diventa la realtà che lo renderà forte e incrollabile in tutte le avversità della vita e in tutti i combattimenti spirituali.
Una mattina, stavo leggendo la Parola e riflettevo sulle cose grandi e perfette che il Signore ha creato.
Pochi giorni prima c'era stata l'eclisse di luna, uno spettacolo nei cieli, che io avevo immancabilmente immortalato con la macchina fotografica. Ma mentre lo facevo e vedevo lassù la luna rossa stagliarsi nel buio del cielo, sentivo commozione in cuore per la grandezza e perfezione di ogni cosa che esce dalle mani di Dio.